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Con gli occhi incollati al finestrino…

La ragazza del treno
Il treno sobbalza e si rimette in movimento: riprende la corsa verso Londra...Avanziamo a fatica, superando magazzini, ponti, capannoni, serbatoi dell'acqua e modeste abitazioni in stile vittoriano...Ho appoggiato la testa al finestrino e vedo sfilare il retro degli edifici, come se fosse il piano sequenza di un film. (Paula Hawkins)

Un finestrino sul mondo, mentre il treno avanza rapidamente: chi non ha mai osservato con curiosità l’insieme di vita che scorre mentre il proprio viaggio prosegue verso la sua destinazione? Storie immaginate, volti, case, emisferi lontani incrociati nell’istante di uno sguardo. Il romanzo “La ragazza del treno” di Paula Hawkins cattura attraverso il titolo e le prime battute, gettandoci in una sensazione di vissuto, ma con dettagli diversi, fatti da personaggi da scoprire e sobborghi londinesi.

La personalità e la storia della protagonista si chiariscono rapidamente, prendendo i colori e il senso di abbandono di certi grigi scorci suburbani. La trama, un classico giallo, inizia a crescere, coinvolge all’inizio per poi lasciarsi andare a conclusioni semplici e poco notevoli. Nell’insieme un’idea buona, quella del viaggio in treno e del punto di osservazione esterno che rimanda alla storica “Finestra sul cortile”, ma a mio avviso tende a perdere da metà romanzo in poi tutta la sua energia. Mi rimane quindi un piccolo senso di insoddisfazione, nell’attesa di scoprire se l’adattamento cinematografico, che è in previsione, saprà aggiungere tensione e personalità alla storia.

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