ITINERARI

Itinerario a New York, ultima puntata: un simpatico capitano, pontili e inganni dell’apparenza

itinerario a New York

I nostri occhi scivolano sulle superfici sinuose del Museo Guggenheim che addolcisce con le sue forme gli incroci delle strade austere e le facciate eleganti dell’Upper East Side. Impossibile, ora che gli siamo davanti, resistere alla sua forza e all’attrazione che esercita su chiunque vi passi di fronte.

Siamo arrivati alle ultime tappe del nostro viaggio di otto giorni nella Grande Mela (puntata 1puntata 2). Alla fine del racconto troverete uno schema dell’intero itinerario per aiutarvi a costruire il vostro. E a breve pubblicheremo un articolo sui piatti che abbiamo assaggiato e la descrizione di qualche angolo speciale. Per ora: buona lettura!

GIORNO 6 venerdì 2 settembre – itinerario a New York

Lasciando il verde del Central Park, ci immergiamo nella collezione di arte contemporanea del Guggenheim, esposta con spazi di respiro sulle pareti nude. Camminiamo lungo i corridoi che salgono a spirale fino all’ultimo livello, osservando incantati verso il basso i visitatori nel grande atrio d’entrata. Il bianco abbagliante ci trasmette un senso di benessere, non di freddezza, forse perché la sua uniformità è interrotta dal movimento delle persone che camminano come onde verso la cima.

Progettato da Frank Lloyd Wright nel 1959, il museo imprime nei ricordi un’identità forte attraverso una visione architettonica senza tempo.

Il clima oggi è di nuovo estivo e possiamo dirigerci verso l’Intrepid Sea, Air & Space Museum arrivando in metro a Port Authority e camminando fino al Pier 86. Ci fermiamo solo a comprare un panino, che mangeremo su grandi panchine di pietra a forma di sdraio in un parco di quartiere. La portaerei è sopravvissuta alla Seconda Guerra Mondiale e conserva intatti gli interni e le attrezzature, mentre sul ponte sono esposti vari modelli di aerei storici e più recenti. Ogni stretto corridoio ricorda la  guerra, ogni alloggio destinato all’equipaggio parla di storie lontane, ogni piccola vecchia foto in bianco e nero appesa alla parete rappresenta una vita. Usciamo al sole, godendo della tranquillità che trasmette oggi questa nave in pensione.

itinerario a New York

Sullo stesso molo, pensiamo di usare un’altra attrazione del nostro pass per la Circle Line, il traghetto che naviga intorno alla Statua della Libertà e costeggia i quartieri più distanti da Manhattan. Non sempre ci dedichiamo ad attività così “turistiche”, ma sarà per il biglietto cumulativo già acquistato da Roma, o perché a New York ci sentiamo euforici come dei bambini in un parco giochi, qualsiasi sia la ragione ci abbandoniamo a questa nuova sensazione di rilassatezza e serenità, dove non si cerca l’originale e il fuori schema.

Scegliamo il percorso di due ore che parte alle sette, la Harbor Lights Cruise, e in anticipo siamo pronti a salire a bordo. Il capitano è molto simpatico, fin dalle prime manovre ci fa ridere e racconta aneddoti su New York, descrivendone poi monumenti e quartieri con un punto di vista da vero newyorkese. Ci allontaniamo da Manhattan verso Liberty Island. Come in uno stadio tutti si alzano contemporaneamente ora verso lo skyline, ora verso la Statua e la verde Governors Island, infine in direzione dei ponti che ci lasciamo alle spalle uno alla volta.

itinerario a New York

La navigazione calma e tranquilla svela volti di New York fatti di mattoni rossi, grandi fabbriche annerite e diroccate, oltre la Brooklyn rinnovata e il ponte di Williamsbourg, confini di un panorama urbano sempre più monotono e probabilmente più povero e problematico. Il traghetto inverte il suo percorso e l’azzurro di quel cielo di sfondo, diventa nel giro di pochi minuti un insieme di colori in rapida trasformazione, dal rosso, al viola al rosa. Le luci di Manhattan iniziano ad accendersi come piccole sveglie del tramonto e la punta azzurra dell’Empire State Building svetta sui tetti della città annunciando la notte.

itinerario a New York

GIORNO 7 sabato 3 settembre – itinerario a New York

Il parco divertimenti è ancora chiuso, sono le dieci di mattina, ma in spiaggia nonostante il vento, ci sono già gruppi di persone in costume. Il viaggio in metropolitana dal nostro hotel è durato circa un’ora, non più di un altro quartiere della città.

Con il vento tra i capelli, i piedi nella sabbia e l’Oceano di fronte, ci sembra di essere altrove. Vediamo edifici bassi, negozi di souvenir, spazi immensi e le giostre a riempirne il cielo. La costa ha sofferto per numerosi uragani e i cartelli all’inizio dei pontili ne ricordano distruzioni e ricostruzioni. Eppure in questo sabato mattina sembra tutto così tranquillo, avvolto dalla malinconia di un posto di vacanza dove l’estate è già agli sgoccioli.

A Coney Island oggi il cielo è coperto, ma sulla spiaggia e sotto il pontile riecheggiano risate e musica sudamericana. Sopra invece alcuni passano il tempo pescando. Altri lanciano nasse per la raccolta dei granchi, con gesti e aspetto dal sapore d’Oriente. Le giostre sono nate agli inizi del XX secolo per i quartieri operai di Brooklyn. Oggi qui si viene per la spiaggia, per il divertimento dei bambini e per un hot dog dallo storico Nathan’s…

itinerario a New York

Quando i portoni del parco giochi aprono entriamo anche noi e assaporiamo l’atmosfera dal fascino strano, vintage, onirico e un po’ circense tanto che sembrerebbe normale veder spuntare una donna cannone, l’uomo gigante o un presentatore con un cappello nero e una lunga giacca luminosa. Ma siamo in mezzo a tante famiglie, qualche turista e coppie di adolescenti che si fermano incantati ad osservare la grande ruota panoramica prima di scegliere il loro gioco. Non resisto, come sempre, all’impossibile pesca delle gru, spendendo i nostri ultimi 5 dollari “cash”!

itinerario a New York

Tra odori di noccioline arrostite e zucchero filato, si avvicina l’ora di mangiare. Usciamo dal parco giochi per la visita d’obbligo a Nathan’s che vanta l’invenzione dell’hot-dog nel 1867. Il locale è enorme, ma organizzato con un’infinita serie di casse. Di fronte all’entrata un camion dei pompieri attrae la vista con le sue linee curve di metallo lucente, evidentemente anche loro stanno consumando qui un pranzo veloce. Arriva presto il nostro turno, due hot-dog e una pannocchia al vapore per sentirci il più possibile “locals”. Nei tavolini all’aperto condividiamo il posto con una mamma e sua figlia, ed assaporiamo un panino che è davvero morbido e appetitoso. Torniamo alla metro fermandoci nei negozietti che vendono magliette dal sapore di vacanza, con immagini di antiche pubblicità di Coney Island e un odore diffuso di crema solare.

itinerario a New York

Scendiamo vicino al ponte di Brooklyn dal lato di Manhattan. Finalmente il sogno di attraversare questo iconico intreccio di metallo, riconoscibile al primo sguardo, si sta realizzando. Al principio con un po’ di fatica. In effetti una vera folla si accalca nel primo tratto ed è un tripudio di macchine fotografiche, schermi di i-pad, bastoni da selfie, pose di coppia, poi di gruppo, poi di spalle. Qualche scatto, ammettiamolo, lo facciamo anche noi.

itinerario a New York

itinerario a New York

Superato questo momento, il ponte si fa più percorribile e possiamo fermarci ad osservare il panorama che lasciamo e quello che si sta avvicinando. Dalla parte opposta ci aspetta il Brooklyn Bridge Park, un enorme parco che ha restituito valore ad un’area di moli  e magazzini abbandonati, diventando l’ingresso scenografico della zona di “DUMBO – Down Under the Manhattan Bridge Overpass” tra giochi per bambini, locali alla moda, mostre e viottoli nel verde. Passeggiamo nel quartiere, fino a Washington Street per uno scatto verso il Manhattan Bridge. Incrociamo damigelle in abiti rossi abbinati al bouquet di una sposa che aspetta il servizio del fotografo con le costruzioni di mattoncini a fare da sfondo. Sulla spiaggia di ciottoli possiamo toccare l’acqua del fiume Hudson mentre dall’altra parte del ponte continua la vita di New York tra i grattacieli. Restiamo a goderci il tramonto spostandoci per fotografare le prospettive più suggestive fino a quando il caldo umido della giornata si trasforma in un vento fresco e il nostro stomaco è pronto per la cena.

itinerario a New York

Siamo agli ultimi giorni di vacanza, vogliamo fare un’esperienza di gusto diversa dal solito provando il “pastrami” da Kat’s Delicatessen, nel quartiere dell’East Village. L’interno è ampio e un po’ freddo, ma c’è tanta gente e davanti a noi alcuni “habitué” del posto ci ispirano per ordinare. Abbiamo letto ovunque che per due persone è sufficiente un panino, ma abbiamo gli occhi più grandi dello stomaco e ne ordiniamo due con una birra fresca. Il pastrami è gustosissimo, la porzione è gigante, i cetrioli che lo accompagnano molto salati. Il primo morso non si scorda mai e la nuova esperienza di gusto ci piace davvero.

luoghi da ricordare

GIORNO 8 domenica 4 settembre – itinerario a New York

Siamo avviliti per la partenza imminente e nonostante abbiamo in programma di raggiungere Harlem sul presto per assistere ad una messa gospel, usciamo in ritardo dall’hotel. Abbiamo una lista di chiese indicate dalla Lonely Planet ed altre prese da Internet, ma a causa dei tempi stretti non possiamo scegliere le più celebri dove sappiamo che senza fare la fila in anticipo sarà impossibile entrare.

In questo stato di generale pacatezza di una mattina pre-partenza, vediamo un gruppo di turisti francesi che si affanna a chiedere indicazioni agli abitanti di zona. Pensiamo di seguirli e lasciarci guidare verso una chiesa. Svoltiamo insieme a loro camminando velocemente, prima a destra, poi a sinistra e ci troviamo di fronte ad un portone dove a chiare lettere è indicato che si tratta dell’entrata per i visitatori. Un uomo dall’immensa corporatura ed un elegante vestito scuro, apre la porta al gruppo che ha appena suonato il campanello.

Continuiamo a mimetizzarci tra i francesi, raggiungendo un ascensore. Entriamo insieme ad una giovane coppia di parrocchiani, entrambi di un biondo etereo e grandi occhi chiari, lei con un abito lungo da cerimonia. I due ragazzi familiarizzano con i francesi, sfoggiando sorrisi angelici e un’aria da comunità amish.

Giunti al nostro piano, siamo anticipati dal suono di un organo e da un parroco all’ingresso che ci accoglie cimentandosi in un francese degno della Sorbonne. Con un’infinita onestà morale svela al gruppo che non si tratta di una messa gospel, se è quello che si aspettano di trovare ad Harlem. Mentre gli altri si affrettano a rispondere che qualsiasi esperienza sarà graditissima, non so con quanta verità o formale gentilezza, Michele ed io ci guardiamo senza parlare e con un movimento lento ci giriamo per raggiungere le scale. In fin dei conti nessuno si è finora accorto della nostra esistenza.

Ora camminiamo con un senso di sollievo e casualmente vediamo entrare diverse persone in un portone. Sentiamo nell’aria una melodia diversa. Il parroco indossa una maglia dai colori esotici sopra pantaloni neri classici. Siamo nella Mother African Methodist Episcopal Zion Church. Inizia la messa e ci rendiamo conto che il numero di parrocchiani è ridottissimo in confronto ai turisti, ben accetti anche perché la comunità vive delle offerte. Il prete saluta i presenti annunciando un paese alla volta <<Argentina, welcome!>>, Germany, Australia, Italy…ed è sempre un applauso festoso e divertente. I fedeli della parrocchia si alzano e vengono ad abbracciarci dandoci anche fisicamente il benvenuto. Ascoltiamo il sermone in un inglese ben scandito, fatto di concetti semplici e concreti, mentre i fedeli nei momenti più agitati del discorso alzano le mani al cielo, incitano e pregano, alcuni piangono. Un ragazzo al pianoforte, canta e accompagna un piccolissimo coro che ha la forza di un’orchestra intera.

La messa finisce con un rituale che coinvolge i turisti, dedicato all’inizio dell’anno scolastico. Teste biondissime e ricci scuri si alternano di fronte all’altare ed è un monito e una benedizione allo stesso tempo, che invita gli studenti allo studio e al rispetto.

Ci è rimasta un’attrazione del pass e pensiamo di visitare lo Yankee Stadium, ben raggiungibile da qui. Mentre studiamo la piantina nel mezzo di una strada semi deserta si avvicina uno strano personaggio in canottiera e grandi tatuaggi, capelli e barba sporchi, andatura un po’ storta e zoppicante. Ci irrigidiamo pensando, ecco, è arrivato il momento della rapina, doveva accadere. Sentiamo un cordiale <<Do you need help?>> e ci sentiamo davvero sciocchi e superficiali.

Le voci di un coro di una chiesa nel quartiere di Harlem salutano i nostri ultimi momenti a New York City. Volendo o no, sono voci che fanno vibrare corde, così come gli abbracci di benvenuto della comunità. Di Nyc la prima cosa che ci mancherà saranno gli spazi di tranquillità, i parchi ma anche i tavolini tra i grattacieli, dove chiunque può sedersi a parlare, leggere e trascorrere una serata. C’è poi la gentilezza dei suoi abitanti, che si fermano a dare aiuto appena studiamo la cartina per orientarci. Porteremo con noi anche questo, con la promessa di aiutare il turista spaesato nel caos romano.

Scopriamo che la linea della metro per lo Stadio non è attiva la domenica, torniamo quindi verso il Central Park dove ancora abbiamo il desiderio di un momento tranquillo. Con un hot-dog e un pretzel ci addentriamo nel verde, stavolta senza fretta, seguendo coppie di scoiattoli e cercando la vista più bella, incrociando matrimoni sotto piccoli gazebo di fronte al laghetto e tartarughe che prendono il sole. Ci sdraiamo anche noi nel verde, mentre a poca distanza due perfetti abitanti dell’Upper East Side, stendono una coperta patchwork, vi adagiano soffici cuscini, aprono una tovaglia a quadrucci e al centro posano un grande cestino da pic-nic.

itinerario a New York

itinerario a New York

Non era in programma visitare il Natural History Museum, ma ci resta sempre un’entrata da utilizzare. Entriamo nel bel giardino in cui è inserito il museo. Essendo domenica è affollato. Le sale sono un susseguirsi di vecchi diorama che rappresentano la fauna tipica delle varie zone del mondo, un’ala è dedicata all’astronomia, una alla geologia con un’incredibile varietà di rocce e minerali esposti, e altre all’antropologia culturale. Il museo ha un suo fascino particolare derivante dall’atmosfera diffusa di antico e vintage.

In questa ultima sera a New York torniamo a mangiare da Shake-Shack, un locale che nei nostri ricordi resta simpatico, alla mano, il primo angolino a noi familiare nella città.

GIORNO 9 lunedì 5 settembre – itinerario a New York

La partenza è prevista per le 18:00 e dobbiamo essere molto prima in aeroporto per i controlli. Ci resta il tempo per la colazione che ha accompagnato l’inizio di ogni nostra giornata newyorchese ed un ultimo giro sulla Quinta Avenue, una fetta di cheesecake in tutta fretta e qualche ultimo regalino.

Prendiamo le valigie in hotel e siamo pronti. Rispetto all’andata proviamo, senza volere, un diverso tragitto. Pensiamo di essere scesi alla fermata metro dove possiamo cambiare per l’Air Train, ma non è così. Una ragazza americana ha fatto il nostro stesso errore, insieme a lei chiediamo consigli ad un’addetta alle informazioni che scontrosamente ci indica il numero di un autobus per l’aeroporto.

Usciti sulla strada principale, un anziano seduto ad un tavolino del bar, senza essere interpellato ci osserva e ci indica con la mano la fermata. Saliti sul bus inizia per noi un viaggio che durerà circa 45 minuti, tra fermate in mezzo alle case e tratti percorsi a gran velocità. Man mano che ci avviciniamo all’aeroporto il panorama urbano cambia, le abitazioni diventano simili una all’altra, le persone che salgono a bordo hanno tute da operai, giacchette invecchiate e borse un po’ scrostate. In generale l’atmosfera, gli sguardi e le mani trasmettono un senso di grande stanchezza. Per noi è tempo di scendere, ci attendono tante ore di film e lettura e i primi aneddoti da ricordare.

Arrivederci New York: osserviamo il tuo skyline in lontananza e l’arrivo dell’alba in aereo. È bello anche tornare quando si è felici del viaggio appena terminato…

Ora riassumiamo il nostro Itinerario a New York in modo sintetico. Questa è infatti la base per organizzare un viaggio, ogni variazione si basa poi sul numero dei giorni a disposizione, dei gusti e del caso!

PARTENZA alle ore 10:35, ARRIVO AL JFK alle ore 14:20 di sabato 27 agosto
Arrivo in Hotel Sleep Inn di Long Island City – 38-71 13th Street, Long Island City, NY 11101
La sera passeggiata per la zona di Times Square. 

GIORNO 1 domenica 28 agosto
ZONE: MIDTOWN – UNION SQUARE
Times Square, Empire State Building, Union Square, Flatiron Building, Madison Square Park, Chrysler Building, Grand Central Terminal, Rockefeller Plaza, Radio City Music Hall, Public Library, St. Patrick’s Cathedral, Bryant Park

GIORNO 2 lunedì 29 agosto
ZONE: LOWER MANHATTAN – FINANCIAL DISTRICT
Ellis Island, Memoriale, One World Trade Center, Trinity Church, St.Paul’s Chapel, Battery Park, Wall Street e Financial District.

GIORNO 3 martedì 30 agosto
ZONE: UPPER EAST SIDE – CENTRAL PARK
Central Park, MET, Top of the Rock, Bryant Park

GIORNO 4 mercoledì 31 agosto
ZONE: CHINATOWN- LITTLE ITALY-SOHO-CHELSEA-GREENWICH VILLAGE  
Chinatown, Little Itlay, Soho, Chelsea Market, High Line, Greenwich Village, Times Square

GIORNO 5 giovedì 1 settembre
ZONE: MIDTOWN-EAST VILLAGE
MoMA, Quinta Avenue, East Village

GIORNO 6 venerdì 2 settembre
ZONE: UPPER EAST SIDE – WEST SIDE
Guggenheim, Intrepid, Circle Line

GIORNO 7 sabato 3 settembre
ZONE: CONEY ISLAND – BROOKLYN 
Coney Island, Ponte di Brooklyn, Brooklyn Bridge Park

GIORNO 8 domenica 4 settembre
ZONA: HARLEM – UPPER MANHATTAN
Harlem, Central Park, Natural History Museum

GIORNO 9 lunedì 5 settembre – PARTENZA
Partenza da Nyc alle 18:00

itinerario a New York

itinerario a New York

itinerario a New York

itinerario a New York

itinerario a New York

itinerario a New York

itinerario a New York

itinerario a New York

itinerario a New York

itinerario a New York

Tags:

2 comments

  1. Tra i più bei reportage dedicati a NY che mi sia capitato di leggere: ragazzi vi faccio i miei complimenti!
    Li faccio a te Flavia per le descrizioni accattivanti, precise, che sanno catapultare direttamente nel viaggio; li faccio a te Michele per le foto DA CAVARSI GLI OCCHI! Avete fatto un lavoro stupendo.
    L’ho già detto in alti commenti che mi piace molto l’itinerario da voi seguito. Ma con Coney Island e la messa Gospel mi avete stupita: sapete che non avevo mai valutato queste possibilità! Grande idea!
    PS: “Ecco è arrivato il momento della rapina, doveva accadere”: ho riso dieci minuti!
    Bravissimi ragazzi,
    Claudia B.

    1. Ciao Caludia, come sempre grazie mille per i tuoi splendidi commenti! Un vero piacere sentire che siamo riusciti a trasportarti per brevissimo tempo tra le vie di New York, anche nel momento della rapina immaginaria :-). Ricordati di scriverci per dubbi, consigli e prezzi quando organizzerai questo viaggio. Non si sa mai, si vociferava di voli scontatissimi…sperando che le ultime tristi “chiusure” americane non remino contro! Un abbraccio grande, Flavia e Michele

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*