ITINERARI

Lasciare il passo, non temere la pioggia, trattenere il fiato tra colori e silenzi del Nord: il nostro itinerario in Scozia

Paesaggio scozzese con lago e castello di sfondo e gruppo di pecore in primo piano

L’azzurro sfuma nel blu, a volte nel rosa intenso dell’erica, che qua e là già risuona di arancio. Entriamo quasi in punta di piedi in questa zona di silenzi e di colori che scherzano con gli occhi trasformandosi mille volte al passaggio di una nuvola carica di pioggia o di un breve raggio di sole. Assorbiamo la calma e la serenità del paesaggio e proseguiamo, attraversandolo.

Itinerario in Scozia: da Edimburgo a Glencoe

La prima tappa del nostro itinerario non è lontana dall’aeroporto di Edimburgo, è Stirling, celebre per il castello, utile sosta dopo le prime prove di guida a sinistra. Qui troviamo troppi turisti, per cui dopo una visita rapida, ci mettiamo di nuovo in cammino. Il nostro obiettivo è la Scozia sognata, quella delle scogliere, delle lunghe spiagge, dei laghi e del verde più intenso. Di sicuro facciamo subito la conoscenza di una grande amica di questo nord: la pioggia. Eppure oggi è ancora una pioggerella leggera che ci dà appena un benvenuto.

Raggiungiamo la località di Balloch, dove abbiamo prenotato un semplice b&b e ci resta il tempo per una passeggiata lungo il lago, il “Loch Lomond”, all’interno della zona del Parco Nazionale del Loch Lomond e dei Trossachs. Il mattino seguente ci muoviamo già verso nord, fermandoci solo per una piccola escursione, insieme a tante persone che ben attrezzate si inerpicano per i sentieri, a volte con bambini piccoli in spalla, i più giovani portando una tenda per una notte tra i boschi. La Scozia già rivela il suo volto eterogeneo, dove ovunque c’è un modo per vivere la natura del paese, che sia sull’acqua dei laghi, in montagna, nei sentieri più semplici, nei parchi. Il nord ci chiama, di nuovo, e con le scarpe macchiate dal primo inevitabile fango, ci mettiamo in auto.

Lentamente, senza rendercene conto, entriamo in un territorio chiamato Glencoe, dove i rilievi diventano dolci e si allungano verso orizzonti invisibili, mentre il verde, il blu, il giallo, il rosa si mescolano ed emergono scoperti da un inaspettato raggio di sole che oltrepassa a fatica le grandi nuvole scure.

Infine arriva la pioggia, prevista, immaginata. Tra laghi, torrenti, oceano, fiumi: la pioggia cade e a tratti bruscamente lascia spazio a pochi raggi di sole che fanno brillare i colori e riflettono mille luci. E questa abbondanza di acqua estrema fa riflettere ancora di più sulla sua essenzialità e la sua bellezza

Siamo incantati, ci fermiamo ad ogni spazio disponibile e la strada è silenziosa, poco frequentata, lasciandoci tempo per osservare indisturbati prima di proseguire il nostro cammino. Abbiamo prenotato una notte in un piccolo centro della zona, Ballachulish, ed arriviamo giusto in tempo per un fish and chips prima della chiusura delle cucine che andando verso nord è sempre più anticipata. Il giorno successivo torniamo ad esplorare il Glencoe e raggiungiamo il Castle Stalker: i resti del piccolo castello resistono al tempo e alle intemperie emergendo su un isolotto al centro del Loch Laich. Di fronte alla vista della torre-castello ci sentiamo realmente nelle Highlands scozzesi, dove i ruderi sono avvolti dalla nebbia e i laghi si confondo nelle insenature e nell’oceano.

Itinerario in Scozia: arrivando all’Isola di Skye

Ci fermiamo a Fort Williams. Qui, nonostante il diluvio, si respira aria di vacanza, soprattutto legata all’escursionismo e agli sport invernali da praticare nella zona montuosa vicina dove si trova anche il Ben Nevis, la cima più alta della Gran Bretagna. Dopo un pic-nic in auto, osservando i pescatori scozzesi lanciare la lenza imperturbabili sotto al diluvio, ci muoviamo verso l’Eilean Donan Castle. Questo castello non ha bisogno di presentazioni, è l’immagine della Scozia più diffusa, sfruttata, riprodotta. Il luogo non perde mai il suo fascino accentuato dalle maree, dalla nebbia, dall’acqua, dai rilievi lontani.

Con il cuore ormai pieno di questo paese che amiamo sempre di più, raggiungiamo la cittadina di Kyle of Localsh e la oltrepassiamo osservando le barche navigare tranquille nell’insenatura appena increspata dalla pioggia. Ora è il nostro turno di passare il ponte che lascia la terraferma per portarci sull’Isola di Skye. Con il sottofondo della radio, con le note delle musiche tradizionali, avvistiamo le prime casette bianche dal tetto di ardesia, i torrenti e le cascate che scendono dai fianchi dei rilievi. Ogni curva riserva una sorpresa, un nuovo paesaggio, qualche pecora che camminando libera ci osserva incuriosita.

Rosa, azzurro, bianco e infine verde, di ogni sfumatura: Skye è il colore e la bellezza che superano ogni idea di un nord grigio e piovoso…

Il nostro b&b poco fuori Portree, la città principale dell’isola, è una casa che si affaccia sull’acqua e su una piccola spiaggia, gli arredi bianchi e in legno chiaro, una proprietaria, Heather, dolce e precisa in tutto. Con una passeggiata siamo in centro, dove ci scaldiamo e ceniamo in un ristorantino. Uscendo incrociamo uno spettacolo di cornamuse dei ragazzi del liceo che prima di intraprendere la via dell’Università o del lavoro in altre zone del paese, imparano a suonare gli strumenti tradizionali per non perdere del tutto il senso dell’Isola di Skye. E noi ci auguriamo stasera che quest’isola resti davvero così, poco frequentata, attraversata da strade a senso unico con i gli amichevoli “passing place”, le pecore sui sentieri, sulla spiaggia, i paesaggi ininterrotti con poche case a fare da guardiane.

Lasciar passare, ringraziare, salutare: in Scozia si impara guidando…e i suoi abitanti con occhi chiarissimi e modi bruschi, non conoscono la prepotenza, lungo strade che attraversano paesaggi emozionanti, e con lo stesso spirito aiutano chiunque in caso di bisogno

La mattina successiva la colazione, illuminata dalle grandi finestre che danno sulla baia, è la ricca scottish breakfast, cucinata da Heather con prodotti freschi e di qualità: uovo, funghi, salsiccia, pane tostato, pomodori e fagioli.

La colazione in Scozia prepara alle escursioni nel vento e nella pioggia. E con una finestra sul panorama immenso diventa un momento da lasciar passare con lentezza..

Itinerario in Scozia: visitare l’isola di Skye

Siamo pronti per l’escursione verso Neist Point, dove un faro ci aspetta nel vento, sulla costa a picco sull’oceano. Nonostante errori di valutazione e i piedi sprofondati in diverse pozzanghere, la pioggerella che cade a tratti, arrivati sullo sperone di roccia che controlla l’orizzonte, restiamo senza fiato. Quasi d’obbligo restare seduti ad osservare, sperando di veder spuntare una balena in lontananza o immaginando storie fantastiche. Il clima a Skye cambia rapidamente e lascia posto spesso al sole che scalda il paesaggio e ci consente di visitare con un insolito tepore anche i giardini del Dunvegan Castle. Stavolta entriamo nelle sale interne che in gran parte sono ricostruite come quasi sempre nei castelli scozzesi.

Ci resta una parte del pomeriggio per la zona del Quiraing dove la luna sembra specchiarsi sulla terra, aprendo davanti ai nostri occhi un paesaggio di profonde valli e pareti di roccia, interrotto solo dai laghi che riflettono luci e colori. Prima di tornare a Portree ci fermiamo lungo la costa ad ammirare la Kilt Rock una cascata che sgorga dalla costa e con una vertiginosa caduta si fonde con l’oceano. Siamo quasi tornati al nostro b&b per trascorrere la serata a Portree quando quasi per caso scorgiamo il profilo lontano dell’Old Man Of Storr una formazione rocciosa che si alza altissima creando un effetto suggestivo e riconoscibile.

Scorriamo rapidamente la vista perché sappiamo che per gli orari del nord siamo già in ritardo per la cena e parcheggiamo direttamente in centro riuscendo solo con fatica a conquistare un tavolino in un pub affollato, odore di birra e un’accesa partita in corso, ma che ci servirà uno squisito hamburger per concludere nel modo più saporito possibile una giornata indimenticabile.

Il giorno successivo dobbiamo lasciare Skye e ci avvolge un velo di tristezza. Dedichiamo qualche ora ad esplorare anche il sud dell’isola dove i rilievi si alzano più bruschi rispetto alle zone già viste e ci confermano quanto in ogni angolo sia sorprendente e sempre diversa da sé stessa.

Lasciamo Skye con la sensazione di aver toccato il cielo con il cuore e con la mente

Itinerario in Scozia: la North Coast 500

A fatica ripercorriamo il lungo ponte e ci dirigiamo verso la prossima avventura: la strada nota con il nome North Coast 500 che percorre ad anello il nord est scozzese. Passando per la serena cittadina di Plockton che si apre su una piccola baia, dove l’acqua piatta e calma è interrotta solo dalla pioggerella e dai kayak, ci troviamo in breve tempo a percorrere tornanti immersi nella fitta nebbia e paesaggi solitari e sconfinati. Nelle vicinanze di Applecross ci fermiamo a cenare molto presto, avendo compreso l’importanza delle tempistiche qui a nord, in un pub che sorge di fronte ad un porticciolo. Scopriamo che è un luogo famoso per il suo fish and chips alla birra ed assaggiamo una fish pie che ci scalda e ci rinnova energie e il giusto spirito per proseguire il viaggio.

Arriveremo solo verso le nove al b&b prenotato nella zona di Torridon, dove scopriamo per la prima volta il “self catering”: grazie ad un semplice sistema a codice, recuperiamo la chiave della casa in una cassetta esterna, ed entriamo nel salone dagli arredi in legno e i tappeti caldi, per raggiungere la nostra camera al piano di sopra. La finestra affaccia sul panorama che circonda l’alloggio, pianure vastissime e fitti boschi in lontananza.

Scendiamo ad esplorare la grande cucina al piano di sotto, dove i proprietari lasciano ogni possibile ingrediente affinché gli ospiti possano preparare la propria personale colazione. L’idea ci piace moltissimo e ci sentiamo già rilassati, come se fossimo in casa di amici. Incrociamo gli unici altri ospiti della casa, due ragazzi francesi che ci chiamano per vedere l’incredibile spettacolo fuori dal b&b: dei cervi che dopo aver curiosato intorno alle nostre finestre, corrono leggeri a fondersi con il verde e l’azzurro

La North Coast 500 attraversa boschi, costeggia laghi, scogliere e spiagge bianche che sembrano assorbire la luce dei primi raggi di sole sfuggiti alle nuvole…al tramonto i cervi si avvicinano alla strada reclamando i propri spazi in un territorio che non finisce mai di sorprenderci

La mattina seguente siamo di nuovo in cammino lungo la North Coast, che ci conferma quanto i chilometri percorsi ci hanno già insegnato: più ci si spinge a nord, più la Scozia offre il suo più bel volto, più ventoso, verde, silenzioso e diverso da qualsiasi altro luogo mai visto. Ogni sguardo ci costringe a fermarci riflettendo che forse si, stavolta è il paesaggio più bello incrociato nel nostro percorso, in una sfida che in realtà non sembra finire mai. Ci fermiamo nel piccolo porto di Ullapool e ci scaldiamo con un panino e un lungo caffè bollente. Il viaggio prosegue seguendo la costa e le curve della North Coast 500.

Raggiungiamo il paesino di Lochinver dove passeremo la notte in una guest house e torniamo indietro per pochi chilometri ad osservare e fotografare i resti di un piccolo castello che emergono dall’acqua ancora illuminati dal sole del tramonto. Facciamo qui conoscenza con i moscerini delle Higlands di cui abbiamo sempre sentito parlare: dobbiamo ammetterlo, sono realmente inarrestabili a meno di essere coperti sul volto da apposite retine. I repellenti spray non hanno nessun effetto e terminando qualche scatto avvolti da nuvole di insetti, corriamo verso l’auto per tornare a Lochinver e terminare la serata con un classico fish & chips e birra.

La sveglia ci ricorda che ci aspettano gli ultimi chilometri verso nord. Non ci facciamo abbattere dalla pioggia che non accenna a diminuire e lasciata l’auto decidiamo di iniziare il percorso a piedi per la spiaggia di Sandwood Bay: saranno circa due ore sotto al diluvio e a tratti nel fango che ci porteranno con fatica alla spiaggia dove le pecore corrono indisturbate, la nebbia attutisce suoni e colori di un orizzonte senza confini. L’acqua sembra ormai avvolgerci completamente, ma sappiamo che quei primi passi di corsa sulla spiaggia sono già uno dei ricordi che conserveremo per sempre.

È facile abituarsi anche a questa pioggia che sembra infinita, e continuare a camminare per raggiungere in premio luoghi da non dimenticare mai

Con un rapido cambio in auto e le ultime energie, arriviamo fino a Cape Wrath e alle sue falesie dove con il sole che fa capolino, i colori ricordano stranamente i mari del sud. La nostra avventura lungo la North Coast 500 si conclude qui, tra il turchese ed il blu, ma la Scozia non ci lascia mai annoiati o delusi perché il percorso verso Golspie è una scoperta di laghi, boschi e territori sempre diversi. Trascorriamo la notte in una baita nel bosco, nel silenzio e al caldo di soffici piumini, svegliandoci con una deliziosa colazione a base di salmone e pane tostato.

Passeggiamo sulla lunghissima spiaggia di Golspie con un bel sole luminoso, godendo di una tranquillità di cui iniziamo a non fare a meno. Il nostro itinerario prosegue attraverso i paesini della zona, un tempo abitati dai pescatori, ora anche località balneari, affacciati sulla costa e via di accesso a piccole baie e zone frastagliate da cui in alcuni momenti della giornata si avvistano delfini.

Itinerario in Scozia: tornando verso Sud

La nostra destinazione è Inverness, che da subito ci delude, non avendo un particolare centro storico da visitare, né un’anima originale, dandoci quasi il senso del viaggio che volge al termine. Da qui il giorno successivo partiamo per il giro più turistico possibile, la visita del Lago di Loch Ness che prenderemo in senso antiorario. Tralasciando il turismo che vi ruota intorno, si trovano punti da cui osservare begli scorci del lago e del bosco che lo circonda. Il nostro lungo rientro si muove verso sud, fino alla cittadina universitaria di St. Andrews, dove il centro storico si fonde con i campi da golf e la spiaggia, mentre il sole tramonta creando macchie di colore sui resti della marea nella sabbia.

Verso sud le strade diventano più grandi, le temperature più alte. Già ci manca l’atmosfera di Skye e delle Highlands lungo la North Coast 500. Sembra strano ora non salutare e ringraziare chi ci cede il passo, non trovare pecore che si attardano sull’asfalto, non avere scarpe da trekking perennemente infangate. Eppure a S. Andrews c’è il tramonto ad aspettarci, i campi da golf che si confondono con la spiaggia, un orizzonte che sembra infinito

L’atmosfera è diversa dal nostro viaggio finora, dai paesini semplici dove all’entrata delle case c’è posto riservato alle le scarpe da trekking infangate: a St. Andrews si respira un’atmosfera di lusso, legata al golf e a prestigiose università. Siamo lieti dopo cena di rientrare in campagna, nel nostro b&b che lascia senza fiato per le sale dagli arredi curati in ogni dettaglio. I proprietari sono molto simpatici e ci raccontano di aver partecipato ad un matrimonio in kilt tradizionale in toscana, come da film hollywoodiano.

La mattina ci attende un’altra squisita colazione a base di salmone, burro e pane tostato e siamo pronti per attraversare il ponte che ci porterà nel centro di Edimburgo. Lasciandoci alle spalle la vista del Queensferry Bridge, entriamo in città dove iniziamo ad apprezzare la vivacità e la folla dei visitatori che animano il Fringe Festival. Con un’impresa all’ultimo secondo, riusciamo a fare benzina e consegnare l’auto nei tempi previsti e siamo a piedi, per la prima volta dopo diversi giorni da quei primi esercizi di guida a sinistra. Lasciamo i bagagli nella nostra microscopica ma centralissima stanza di hotel e ci immergiamo nella folla del centro storico che ci coinvolge per la sua allegria.

Edimburgo ci travolge dopo il silenzio di Skye e della NC500 con la splendida follia del Fringe festival, con gli artisti di strada, gli odori, la confusione. Mille suoni a ricordarci l’ultimo giorno in una Scozia che ci ha regalato stupore e felicità

Oltre a visitare il Castello, giriamo per le stradine e scopriamo i luoghi del festival, gli artisti di strada e i piccoli pub in ogni angolo. Per la sera abbiamo prenotato per tempo i posti per il Royal Tatoo: una parata militare all’interno del castello la cui più grande attrazione sono i gruppi in kilt di scozzesi preceduti dai balli tradizionali. Salutiamo così la Scozia, con una colonna sonora di cornamuse che risuonano nell’aria e ci riportano con antichi suoni ai paesaggi attraversati, ai laghi, ai boschi, alle spiagge immense, alle pecore dal muso nero e alla nebbia, al verde, al blu e al rosa.

Paesaggio scozzese: la zona chiamata Glenn Coe
Glencoe
Castello di Eilean Donan
Eilean Donan Castle
Portree – Isola di Skye
Isola di Skye
Quiraing – Isola di Skye
Neist Point, Isola di Skye
Neist Point – Isola di Skye
scottish breakfast
North Coast 500
Sandwood Bay
Ardvreck Castle
Cape Wrath
Saint Andrews
Fringe Festival – Edimburgo

Dettagli del nostro itinerario in Scozia

Giorni itinerario Scozia: 10 notti, dal 12 agosto al 22 agosto 2017. Per il nostro itinerario sono stati sufficienti, ma avremmo volentieri allungato il viaggio per terminare il percorso della North Coast.

Dormire in Scozia: abbiamo dormito sempre in b&b o piccoli hotel, prenotando con anticipo online e sfruttando sconti e offerte. Abbiamo scoperto anche il b&b self catering , ottima soluzione per non avere orari di check in e preparare in autonomia la propria colazione con prodotti lasciati a disposizione degli ospiti. Per la qualità segnaliamo il b&b dell’Isola di Skye, Fisher’s Rock, e il b&b self catering a Torridon, Ferroch b&b

Come muoversi: abbiamo affittato l’auto con Hertz, prenotando online con anticipo. Nonostante avessimo pagato per una categoria minore, ci hanno dato un’auto più grande, molto utile per le strade non asfaltate e ad un senso. Abbiamo acquistato anche la polizza kasko, ma in Scozia è possibile evitare di pagarla, strade e centri urbani sono molto tranquilli.

Mangiare in Scozia: solo fish and chips? In realtà noi abbiamo assaggiato tanti altri piatti deliziosi, dall’ottima carne, al pesce preparato con salse particolari e la buonissima fish pye. La colazione è ricca e abbondante e permette di limitarsi a pranzo ad un panino al volo da preparare con prodotti acquistati sul posto. Questo capitolo merita un articolo a parte che presto sarà sul blog!

Da vedere/itinerario in Scozia: la zona che più ci ha appassionato è stata il nord della Scozia, quindi da Glencoe all’Isola di Skye e tutta la North Coast 500. Per quel che riguarda i castelli, sono molto più affascinanti esternamente, gli interni in gran parte ricostruiti. Da non perdere l’Eilean Donan e i piccoli castelli come Castle Stalker.

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