MAGAZINE

Londra, gli anni 60 e l’immancabile stile di Nick Hornby

Funny girl
<<Forse mi sento in colpa.>>
<<Perché>>
<<Ho paura che la vita ti stia passando davanti.>>
<<Io scrivo. È giusto che la vita mi passi davanti e io la guardi.>>
<<Ma allora non dovresti almeno stare in un posto interessante?>>
<<Non è la vita, quella>>.
(Funny girl, Nick Hornby)
La “Funny girl” di Nick Hornby si materializza con la sua bellezza d’oltremanica, bionda e formosa, come solo i personaggi di questo autore sanno fare. Londra è sempre protagonista, frizzante, lanciata verso il futuro, variopinta ed energica, ma stavolta il romanzo è ambientato negli anni ’60.
Impossibile non affezionarsi alle sue atmosfere, che sono un continuo rimando a mode non vissute ma ascoltate nei racconti della mamma, a colori e pieghe di capelli usciti dalle pagine di libri di taglio e cucito che ormai scandiscono il passare degli anni.
Un grande amore nato lentamente, una relazione finita forse per errore e mancanza di consapevolezza, i giorni di chi è ancora considerato “diverso” rischiando addirittura il carcere, ma soprattutto professioni bellissime e creative, quelle degli sceneggiatori, degli scrittori e dell’attore, troppo spesso inquinati da obblighi, necessità o semplici ambizioni.
Come per tutti i libri di Nick Hornby, giunta all’ultima pagina, mi resta quell’ineluttabile senso di tristezza per averlo terminato. In questo caso l’effetto è acuito dallo stesso andamento del romanzo che parla del “poi”, del cambiamento fisico, degli anni che passano, tra perdite, soddisfazioni, rimpianti e desideri.
In Funny girl alcune sono vite in fuga dalla “normalità”, vista come rassegnazione, che ritroviamo sul finale ripiegate su se stesse quasi sconfitte dal tentativo di afferrare una realtà evanescente. Altre sono persone che ottengono una propria forma di felicità, forse l’unica possibile, seppur tra mille interrogativi, tramite una concretezza piena di amore e difetti.
Per la protagonista, dopo anni pienamente vissuti, solo la passione verso il proprio lavoro sembra sopravvivere a tutto, regalandole ancora l’emozione di essere, nel presente.
<<Erano anni che non aveva tanta voglia di fare qualcosa, a parte le solite cose impossibili>>.
(Funny girl, Nick Hornby)
Tags:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*