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Magnifico Perigord

Perigord

Verso la seconda tappa del viaggio on the road da Roma alla Dune du Pilat. Con grandissimo stupore ci rendiamo conto che l’itinerario, studiato sulla cartina attentamente prima di partire, ci sta guidando attraverso meravigliosi boschi, zone fresche e riposanti per la vista, prive di interruzioni se non aree di sosta che si inoltrano nel verde per permettere pic-nic improvvisati. Ovviamente il termine “improvvisati” può andar bene per noi italiani, ma per i francesi il pic-nic sembra essere lo sport nazionale: ovunque si trovino sembrano come per magia far comparire baguette croccante, formaggio cremoso e acqua, non senza l’immancabile vino. Noi purtroppo abbiamo caricato in macchina piatti di plastica ed altro, ma non siamo così organizzati, soprattutto non immaginando di attraversare zone tanto belle che da sole già rappresentano un traguardo della nostra vacanza. Decidiamo comunque di non darci per vinti e in una stazione di servizio compriamo pane e una confezione di brie adeguandoci in versione “confezionata” ai gruppi che pranzano già, con immancabile stile.

Perigord

Proseguiamo l’itinerario e la strada, larga e davvero poco trafficata, ci porta alla nostra mèta: Sarlat-la-Canéda. Qui abbiamo prenotato tre notti in una tipica “chambre d’hôtes” gestita da una coppia di inglesi: dopo tanti chilometri non potevamo trovare alloggio migliore, la stanza ha un’entrata indipendente che affaccia su un giardino. In serata facciamo una passeggiata a Sarlat, davvero bella, con le sue case dal sapore medievale, di pietra e travi lignee, ma è anche affollatissima con conseguente perdita del suo sapore più autentico.

Perigord

Il primo giorno, dopo una colazione a base di croissants, ci dirigiamo a Monfort. Qui scopriamo che il termine “cingle” indica un anello formato da un fiume, dove si possono affittare canoe per tentare il giro completo. Decidiamo prudentemente di evitare l’esperienza e ci dirigiamo al castello, ruderi immersi nel verde con la campagna come sfondo, che già iniziano a trasmetterci l’amore per questo angolo di Francia.

Sarà forse il paesino successivo, La Roque Gageac, a confermarci la personalità del Perigord e tutto il suo fascino. Le case sono addossate ad un’altura rocciosa e si affacciano sul fiume Dordogna riflettendo il bianco e l’ocra dei muri e allungandosi verso il cielo con tetti appuntiti. Un mercato di prodotti locali ci attrae, è affollatissimo ed anche parcheggiare non è facile. Tra assaggi di vini e vendita di noci, ci facciamo totalmente rapire da gesti carichi di esperienza che in poche mosse impiattano omelette giganti ai cèpes…funghi locali, molto simili ai porcini. Mangiarla all’aperto, sulla riva del fiume e circondati da tanta allegria sembra conferire anche più sapore alla nostra prima omelette del Perigord.

Perigord

A malincuore lasciamo questo posto fiabesco e raggiungiamo Domme, altra cittadina dal sapore medievale, con strade lastricate di pietra e un belvedere che spazia sulle colline. Da Domme prendiamo la strada per i giardini di Marqueyssac e parcheggiamo in uno sterrato circondato da campi di grano, con piante altissime e fitte. La visita è gradevole, soprattutto per il panorama che ci regala un bel tramonto attraversato da colorate mongolfiere.

mongolfiere, paesaggio, Aquitania, Francia
Francia. Aquitania, 2014

Per finire la giornata, già meravigliosa, ci fermiamo anche a Beynac, concedendoci una lenta salita al suo castello, reso ancor più suggestivo dalla quasi totale assenza di altri turisti visto il buio che avanza. È ora di mangiare, ma qui le cucine chiudono prestissimo, ci rifugiamo quindi tra i locali ancora affollati di Sarlat. E stavolta è piacevole ritrovarsi in un luogo molto frequentato.

Il giorno seguente abbiamo un importante appuntamento con la storia del Perigord, o meglio, con la preistoria europea: da casa abbiamo infatti prenotato la visita della grotta di Pech Merle. La distanza è di circa 70 Km e pensiamo di arrivare facilmente all’ora prevista, le 11:30. Sfortunatamente il navigatore ci suggerisce una strada più breve che però scopriamo molto più complessa: tra paesini, svincoli nei boschi e tornanti, il tempo passa in fretta e quando arriviamo alla grotta il responso è chiaro: i nostri posti sono stati ceduti per la visita che sta iniziando in quel momento.

Prossima possibilità di rivederla sarà solo dopo alcuni giorni, tutto è prenotato! Rimane però una speranza: due posti per la visita successiva non sono ancora stati confermati, dobbiamo quindi attendere un quarto d’ora perché possano essere ceduti. A questo punto il tempo sembra passare molto più lentamente e tutti i gruppi che si affacciano nella biglietteria sembrano arrivare proprio all’ultimo per reclamare il proprio posto. E invece ecco il cenno del burbero addetto alle prenotazioni: i due piccoli foglietti sono nostri!

Stringendoli bene corriamo subito al luogo dell’appuntamento e dopo pochi minuti stiamo scendendo con il nostro gruppo nella grotta di Pech Merle: una meraviglia di formazioni calcaree di un’altezza incredibile, ma soprattutto una realtà emozionante e commuovente: bisonti, cavalli, mammouth sovrapposti o isolati in qualche angolo che sfrutta la naturale forma della roccia e i riflessi di lanterne preistoriche…opere d’arte risalenti almeno a 25.000 anni fa. Quando usciamo alla luce abbiamo la sensazione di aver fatto un viaggio nel viaggio, condensando tante emozioni in una lunghissima mezz’ora.

Perigord

Felici e leggeri siamo ora in movimento, verso Cahors, cittadina davvero carina, soprattutto per il quartiere medievale ben conservato e per il celebre ponte Valentré. È ormai tardo pomeriggio e ci resta poco tempo per dirigerci verso l’ultima tappa programmata della visita del Perigord: Rocamadour, la cui immagine si apre all’improvviso dopo una curva e ci lascia senza fiato. Il borgo è in alto sopra uno sperone roccioso. Salendo una lunga scalinata si arriva alla zona del santuario. Vale davvero la pena raggiungere il vicino paesino Hospitalet per approfittare del suo belvedere verso Rocamadour e scattare qualche foto.

Tornando verso Sarlat, passiamo senza volere nel paesino di Souillac e ci fermiamo per una piccola visita improvvisata. Le stradine sono quasi vuote e i nostri passi riecheggiano nei vicoli medievali. Troviamo un bistrot, l’Etape Gourmande, dall’aria semplice ed autentica, per questo ci fermiamo a cenare qui. E la giornata termina con gusto, assaporando vino, un piattino di formaggi e un’altra omelette aux cèpes, gigante.

Salutiamo il Perigord con gli occhi pieni di luci, colline, mongolfiere, intrecci di travi a vista sulle facciate delle case, fiori curati e vicoli illuminati, castelli e strade lastricate, tra i suoni degli artisti di strada di Sarlat, i brusii dei mercatini, lo sfrigolio di una padella che frigge una perfetta omelette.

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