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Visitare Zurigo, tra nuvole e grandi altezze

Visitare Zurigo

L’idea di essere tra poche ore a Zurigo ci fa pensare solo al nostro hotel e al risveglio nell’atmosfera natalizia della città. È un venerdì sera qualsiasi, ma uscendo dall’ufficio andiamo direttamente in aeroporto.

Dopo l’atterraggio, in 30 minuti precisi siamo nella grande stazione centrale, la Hauptbahnof. Con una cartina alla mano ci incamminiamo nel vento freddo cercando la giusta direzione. Siamo fermi in un angolo a leggere il nome delle vie quando una ragazza, tra lunghi capelli biondi, un metro e ottanta di altezza e un gran sorriso, ci chiede se abbiamo bisogno di aiuto. Con le sue indicazioni troviamo il nostro hotel (Marta Hotel), a circa dieci minuti a piedi, che è molto carino, pulito e con una posizione perfetta per visitare Zurigo. Lasciamo le valigie ed usciamo per una breve passeggiata: le vie sono coperte da un cielo stellato di piccole luci. Vediamo le casette dei mercatini, a quest’ora ormai chiuse e silenziose. L’appuntamento con la città è per domani, il gelo è reale così come l’ambiente ben riscaldato del nostro hotel, dove sfruttiamo subito l’accogliente angolo tisane.

La mattina del sabato ci aspetta un buffet, con salato, dolce e un buon caffè. Tutto molto semplice ed essenziale, servito in una sala ampia con una vetrata che dà sulla strada di fronte. Prendiamo la funicolare per raggiungere l’Università. Dalle nuvole vediamo emergere i tetti appuntiti delle case e un filo di fumo da alcuni comignoli, mentre tutto intorno i monti formano una lontana cornice. Oggi è sabato, non c’è nessuno studente e ci godiamo questa vista invernale nel silenzio e nella malinconia della nebbia. Immaginiamo una giornata feriale, con tanti ragazzi che arrivano in bici, si chiamano e trascorrono una pausa di fronte al panorama. Oltre all’Università, dove hanno studiato vari premi Nobel come Einstein, si trovano qui anche alcuni musei.

Scendiamo per passeggiare nelle stradine acciottolate del quartiere di Niederdorf, dove affacciano ristoranti, bar e negozi-boutique. La guida ci indica un celebre mercatino di Natale, il Niederdorfmarkt, ma per quanto la piazzetta che lo ospita sia graziosa, le bancarelle sono poche e vendono per lo più i soliti articoli etnici come teli e statuine in legno, in linea con la tendenza del quartiere.

In pochi minuti siamo di fronte alle due grandi torri della cattedrale Grossmünster, che contrastano con la visione aggraziata del fiume Limmat e della passeggiata lungo le sue sponde. All’interno un’orchestra sta eseguendo delle prove del concerto di Natale e ci sediamo ad ascoltare. Il maestro dà il segno di inizio e nonostante la chiesa sia quasi vuota, si ha la sensazione di essere al centro di una folla. Resteremmo per ore ad assistere a quelle prove, tra piccole correzioni e grandi sciarpe di lana al collo. Ci allontaniamo immaginando i musicisti in abito elegante nel giorno del concerto, con gli applausi che risuonano nelle alte volte della cattedrale.

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Siamo felici di questo incontro e con questo spirito attraversiamo il fiume. Sotto alcuni portici un gruppo di ragazzi intona canti di Natale. Su questa sponda sorge la chiesa Fraumünster, che dà un’identità al panorama cittadino con la sua guglia alta e appuntita. Insieme ad altri turisti entriamo pagando un biglietto, attratti dalle vetrate di Chagall che, senza colpirci in modo particolare, sono effettivamente l’attrazione principale della struttura.

Il lago di Zurigo si trova a pochi minuti a piedi. Non si riesce a distinguere la costa oggi perché l’acqua si fonde a tratti con i banchi di nebbia fino a scomparire in nuvole bianche diffuse. Molti uccelli sonnecchiano pigramente vicino alla riva ed alcuni traghetti per turisti si allontano nel gelo.

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Torniamo tra le vie della città vecchia, l’Altstadt, che in realtà al primo impatto ci sorprende per la quantità di Ferrari, Porsche e Maserati parcheggiate ad ogni angolo. Quindi un po’ distratti dal parco macchine, raggiungiamo la via più elegante, Banhofstrasse, dove le vetrine sono splendenti, gli addobbi lussuosi, i prezzi inavvicinabili. La passeggiata è piacevole e verso la fine del percorso incrociamo altre grandi strade che percorriamo scoprendo due mercatini di Natale tra i quali il più grazioso mai visto, quello del Singing Christmas Tree: cori di bambini con cappellini rossi e mantelle verdi, si alternano sui gradini di una grande costruzione a forma di abete. È così che le vocine e i canti tradizionali accompagnano i nostri primi assaggi delle golosità di Zurigo.

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Il vero mercatino di Natale è però all’interno della Stazione, il Zürcher Christkindlimarkt, dove un enorme albero luminoso, firmato Swarovski, esibisce i suoi milioni di riflessi di cristallo per turisti e cittadini. Siamo abituati ormai ai mercatini in cui l’artigianato non esiste più; in questa città si vendono quasi esclusivamente cibo e bevande che sono gli ultimi ricordi delle tradizioni locali. Tutto intorno alle casette c’è la vita quotidiana della stazione, con gente che corre in cerca di un treno in partenza. Con un bicchiere di vino caldo in mano restiamo ad osservare dal piano rialzato, mentre cerchiamo di scaldarci e recuperare energie.

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Camminiamo di nuovo tra le grandi vie eleganti ed entriamo nel Jelmoli uno dei Centri Commerciali della zona, dove qualsiasi cosa costa diversi Euro più che in Italia, tutto è lucido e assolutamente di marca. Continua il nostro percorso a piedi per la città vecchia, stavolta in salita, verso Lindenhof, una piazza con un bel panorama, dove si stanziò il primo insediamento romano e dove si possono ancora vedere case dal sapore medievale.

Scendiamo di nuovo e, dopo un’altra pausa culinaria, attraversiamo la stazione e ci dirigiamo verso il quartiere di Zurigo Ovest. La riabilitazione di vecchie fabbriche ha trasformato questa parte della città in una zona alla moda, con bar e locali frequentati dai più giovani. Passeggiamo di fronte alle grandi vetrine, dove spesso sono in mostra pochi oggetti disposti artisticamente. Anche i parrucchieri sono spazi immensi e neutri, dove ci si aspetta di veder entrare solo teste con tagli geometrici da rivista. Cerchiamo la pista di pattinaggio sul ghiaccio, ma è di piccole dimensioni, non restiamo quindi di più all’aperto. Stasera decidiamo di trovare un posto caldo per mangiare e scegliamo una grande birreria che ha buone recensioni. In realtà il locale è bello, ma tutto il resto, dalla cucina al servizio, deludente. I piatti sono infatti molto costosi e cucinati male per il nostro palato ed il servizio è antipatico. Unica nota positiva, la birra, ma in Svizzera è difficile berne di pessime! Tornando sulla via del nostro hotel decidiamo di prenderci una rivincita fermandoci in una “racletterie” specializzata nel gustoso formaggio fuso e ci dividiamo una porzione con pezzetti di pane.

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Domenica è il giorno della gita allo Uetliberg, il tetto di Zurigo. Dalla Hauptbahnof in treno puoi raggiungere la montagna, viaggiando tra alberi imbiancati dal ghiaccio e dal nevischio. Nei punti in cui batte il sole, il verde dei boschi densi prende il sopravvento. Scendiamo al capolinea e insieme a tanta altra gente ci incamminiamo su per una stradina che raggiunge un grande spazio piano, luogo privilegiato per un grande hotel, un bar-ristorante e soprattutto per il panorama sulla città, il lago, i monti.

A 15 minuti in treno dal centro di Zurigo, dai negozi e dal lusso, puoi camminare oltre le nuvole e gli itinerari di montagna sono a portata di tutti.

In Svizzera si spende tanto per qualsiasi cosa, non è una leggenda. Ma quasi tutti possono pagare il biglietto del treno ed osservare la propria città dall’alto o inoltrarsi in un sentiero. Vediamo arrivare molte persone a piedi, con i volti accaldati e sudati, vivi e felici per il traguardo raggiunto. Spesso sono famiglie, qui anche i bambini sembrano vivere con le scarpe da trekking ai piedi.

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Ora possiamo scendere di nuovo in centro per rilassarci tra i profumi di zucchero e nocciole tostate, formaggio fuso e spezie. Ci fermiamo nella pasticceria Läderach, dopo essere passati di fronte alla sua vetrina più volte e dove il protagonista assoluto, non serve dirlo, è il cioccolato. Acquistiamo dei golosi dolcetti a forma di piccole cupole che occupano la maggior parte delle vetrine e li portiamo con noi per addolcire il rientro. Siamo abituati a correre, ad andare sempre di fretta, ma il nostro aereo parte alle dieci. Adeguiamo quasi con fatica il nostro passo alla calma della città in questa fredda domenica prima di Natale, immaginando gli addobbi nelle case e il caldo dei camini accesi.

Abbiamo scritto un articolo sui nostri assaggi nei mercatini di Zurigo, scopriteli perché sono davvero gustosi!

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2 comments

  1. Adoro Zurigo, in tutte le stagioni, sotto la pioggia e sotto la neve. Leggere questo post mi ha fatto tornare tra quelle stradine ❤
    Conosco poco la zona ovest, segno per la prossima volta!

    1. Ciao Silvia! Si la zona ovest è davvero interessante dal punto di vista architettonico e sociale, essendo una zona di riconversione urbana. A noi piacerebbe tornare d’estate, ci siamo immaginati tanta vita sul lago e lungo il fiume! Anche per noi sarà per la prossima volta 🙂

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